Coaching taoista

Una spiritualità come il Taoismo cosa aggiunge al coaching?

Paesaggio dipinto con montagne nella nebbia, uccelli in volo e un padiglione sul lago

Cambiare prospettiva, uscire dalla nebbia e ritrovare la capacità di governare la propria vita: cosa porta il pensiero taoista nel mio lavoro di coach.

Forse, prima di rispondere a questa domanda, è opportuno fare un passo indietro e creare un quadro comune all’interno del quale ci si possa intendere sulla parola coaching. O meglio, su come la interpreto io, nel senso proprio del termine: nel modo in cui io calco le scene del mio lavoro.

“Coach” è una parola presa in prestito dall’inglese e dal gergo sportivo. Se volessimo ricorrere a un termine italiano, potremmo scegliere tra “accompagnatore” e “trasportatore”, ma nessuno dei due, per motivi diversi, rende davvero il significato del termine.

Per me, il coach è un professionista, esperto di un metodo o, meglio, di più strumenti, in grado di guidare un processo che permetta alla persona di uscire dalle sabbie mobili in cui si trova.

Come dite? Linguaggio troppo figurato?

Allora diciamola così.

Senti di voler cambiare lavoro, senti che proprio non ce la fai più in quello che stai facendo, ma non sai da che parte partire per attuare questo cambiamento? Ti serve un coach.

Cerchi un modo per ritrovare entusiasmo nella vita? Potrebbe servirti un coach.

Devi rimettere ordine nella tua vita perché ti sembra che le ore non siano sufficienti? Ti serve un coach.

Tutte le volte che ti dai degli obiettivi poi non li raggiungi e senti una frustrazione che ti immobilizza? Ti serve un coach.

Vorresti organizzare e gestire i tuoi collaboratori in modo da valorizzarli?

Indovina…

Ecco, direi che posso fermarmi.

In pratica, io accolgo persone che si sentono perse nella nebbia dell’immobilità, del dubbio, della mancanza di visione o di progettazione e le aiuto a uscire dalla nebbia.

Peraltro, spoiler: più o meno tutte le volte, la motivazione che vi porta da me, sì perché vi considero già miei clienti!, la prima volta non è la ragione vera.

Quella è sempre più profonda. E, spesso, anche più spaventosa.

Ma di questo parleremo un’altra volta, se vorrete.

Quali sono i trucchi del mestiere?

Nel mio caso, sicuramente l’esperienza ventennale come consulente in azienda e la formazione da ingegnere aiutano.

Ma la vera svolta è arrivata con il Taoismo, con le sue arti e le sue pratiche.

Significa forse che vi dovrete mettere a fare rituali strani o a dipingere, se lavorerete con me?

No, di certo.

Significa che vi mostrerò come vedere le cose — incluso il vostro blocco — in modo diverso rispetto alla visione socialmente comune.

Vi accompagnerò nel difficile passaggio di comprendere che possiamo accettare che non ci siano cose solo buone o solo cattive. Anzi, che forse non abbia nemmeno senso vederle in quest’ottica.

Che esiste un ordine e un’armonia nella Natura e nel mondo che possono aiutarci a sistemare almeno un po’ del caos della nostra vita.

Non sto parlando di religione né di dogmi.

Sto parlando di qualcosa in grado di spostare il nostro punto di vista un po’ come il pensiero laterale di Edward De Bono, dove le cose possono non essere come appaiono e, anche quando sappiamo come appaiono, sappiamo anche che cambieranno.

La millenaria cultura cinese ha sviluppato, in modo assolutamente pragmatico, strumenti che aiutassero strategicamente il proprio Imperatore a governare, a gestire le sue genti, a prendere decisioni in tempi difficili, a valutare i pro e i contro di un investimento, a creare un ambiente ottimale in cui vivere e lavorare.

Ma allora cosa significa fare un coaching taoista?

Alla lettura dei testi antichi (e anche un po’ di cinese), alle pratiche di meditazione e di Qi Gong e alla recitazione di incarnazioni e all’uso di mitra, a tutte queste cose mi dedico io. Innanzitutto come scelta personale. Poi per mantenere una forma di pulizia interiore che mi permetta di essere più centrata come coach.

A volte uso la meditazione, in seduta, se serve. Più spesso lo strumento più potente che uso è la tua stessa visione. La tua capacità di cogliere ciò che ti accade nella vita, abituandoti a coglierlo con pienezza e a comprenderlo in un modo che ti risulterà tutto nuovo. A creare connessioni tra gli eventi e i tuoi comportamenti e, soprattutto, a restituirti la piena responsabilità delle tue azioni. Cambiare prospettiva significa, infatti, rimettersi al centro come attori protagonisti e sentire di poter governare la propria vita e non subirla. Smettere di pensare a come le cose sarebbero dovute andare o le persone avrebbero dovuto comportarsi e cominciare a darsi obiettivi e traguardi pienamente alla nostra portata.

A volte vi proporrò alcuni piccoli aggiustamenti in casa perché l’ambiente in cui passiamo tanto tempo ha anche lo scopo di sostenerci, di fare in modo che ci si possa sentire al sicuro e ricaricarsi, distendersi ed ascoltarsi veramente.

È possibile che indagheremo insieme quali siano i talenti nascosti usando gli antichi metodi a cui l’Imperatore si rivolgeva addirittura per scegliere quando concepire il proprio erede al trono. Perché essere nati in un certo giorno, ad una certa ora, fa tutta la differenza.

A volte uso tutte le arti metafisiche, a volte nessuna. A volte in modo esplicito, a volte solo come metastrumento di lavoro. Quello che cambia per voi è il fatto di essere inseriti all’interno di un percorso che sì, mira a farvi raggiungere l’obiettivo ma nel farlo, vi dona la capacità di leggere ed interpretare la vita e con essa, di conoscervi meglio.

Sicuri che di queste cose non abbiamo bisogno?

Vi lascio con questa domanda, senza alcuna pretesa di aver dimostrato niente.

Anzi, sperando di avervi messo qualche dubbio.

Perché i dubbi muovono pensieri.

E il movimento è l’essenza della vita, nel pensiero taoista.

Sul finire una piccola perla cinese relativa al pensiero tradizionale cinese. Relativamente ad una teoria, ad un metodo o ad uno strumento non si chiedono “È giusto? È vero? Com’è dimostrabile?” Ma, più semplicemente, “Funziona?”

E a questa risposta loro, per millenni fino ad oggi, hanno risposto: sì. Io ho solo messo tutto ciò all’interno delle mie giornate da coach!

Tag:#coaching#taoismo#crescita personale

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