Gennaio - il lunedì dell’anno! Come trasformare i propositi in abitudini (senza frustrarsi)

L’inizio dell’anno ci spinge ai buoni propositi, spesso fonte di frustrazione. Il vero cambiamento nasce da abitudini piccole e costanti, capaci nel tempo di costruire identità e benessere. Oggi. Ora!
Questo è quel periodo dell’anno in cui incastriamo noi stessi in mille propositi che, nella maggior parte dei casi, rischiano di diventare una macchina infernale per farci vivere le frustrazioni di non aver fatto, di non aver mantenuto e così via. Se ci siete passati, almeno una volta nella vita, avete capito di cosa io stia parlando. Questo periodo è il lunedì dell’anno nuovo. E’ il momento in cui ci sentiamo in dovere (e forse anche un pò in diritto) di fare i buoni propositi, sentiamo che dobbiamo mettere in pratica tutto ciò che abbiamo sempre rimandato. E fin qui niente di male, anzi. Trovo che sia bellissima l’idea, in un qualche modo, che con il Capodanno sia possibile cancellare tutto e ricominciare da capo, nell’Anno Nuovo, appunto, con propositi nuovi.
E lasciamo perdere che questa visione del tempo come qualcosa di lineare - anzi, come un segmento che ha un inizio e una fine - tipicamente Occidentale non è l’unica possibile e che il pensiero cinese vede il tempo come qualcosa di circolare - in periodi che si ripeto ogni 180, 60 o 20 anni. Comunque lo si veda, il tempo, questo momento dell’anno è quello che ci concediamo per darci la possibilità di una ripartenza. Per inciso, se nel farlo vuoi accordarti alle energie dell’anno poter sfruttarle e non per combatterle, guarda questo incontro che sto organizzando (qui).
Ma tornando al momento attuale, è possibile che in questi giorni siamo alle prese con il darci nuove scalette, nuove routine, nuove abitudini che ci traghettino a quegli obiettivi famosi. E’ possibile che decidiamo, ad esempio, di cominciare uno sport, o ricominciamo la palestra, o aggiungiamo una nuova pratica di meditazione o di introspezione. Oppure una routine di skin-care, o di riordino, o una dieta. Poco importa. Qualunque cosa stai cercando di inserire nel tuo quotidiano, ci sono alcune cose che volevo dirti.
Innanzitutto, e ti sembrerà banale ma qualcuno ci deve pur essere a dirtelo, tu non sei il tuo obiettivo né il tuo risultato. Ma le tue abitudini, si. Ovvero lavorare ad introdurre una nuova abitudine significa lavorare su una nuova versione di te perché le abitudini creano l’identità.
Sapete, ad esempio, perché sull’altare casalingo si mettono fiori freschi recisi e non piante? Ok, voi mi direte che non avete un altare domestico, perché in effetti questa, ahimè, non è una pratica comune (o almeno non lo è al momento ma anche di questo parleremo). Possibile che non lo abbiate ma credo funzioni un pò così anche per gli altari nelle chiese. In ogni caso, per gli altari domestici, che sono poi il luogo davanti a cui si pratica, l’idea di avere un vasetto di fiori freschi è il simbolo di prendersi cura. E la cura che abbiamo per quel luogo è la tua che abbiamo per la nostra interiorità. Se non abbiamo cura di cambiare i giorni tutti i giorni e di averli sempre freschi, se non facciamo rientrare questa abitudine nelle nostre giornate, difficile pensare che siamo in grado di prenderci cura della nostra interiorità.
E così arrivo al punto successivo: non c’è bisogno che l’abitudine sia dirompente e che cambi completamente il vostro modo di vivere. E non aspettatevi, soprattutto, che lo faccia in modo radicale. Qui si lavora sulla lunga distanza. Ci si prepara per una maratona, mica per gli 800 m! I miglioramenti saranno piccoli ma, tenendo fede alla nostra abitudine, saranno continuativi e non si sommeranno semplicemente ma si moltiplicheranno, un pò come nell’interesse composto - per chi di noi ha studiato economia a scuola.

Non notiamo il cambiamento quotidiano perchè il miglioramento è progressivo, ma dirompente.
Tolte, quindi, le aspettative da bacchetta magica di Harry Potter, la realtà è che occorre avere un pò di astuzia nel definire le abitudini ed in particolare occorre:
- fai in modo che sia evidente: metti il libro sul cuscino se vuoi leggerlo tutte le sere oppure prepara le scarpe da corsa davanti al letto se vuoi andare a correre tutte le mattine;
- fai in modo che sia attraente: parti da un libro che ti piace, vai a correre in un itinerario bello ma, soprattutto, collega lo svolgere questa abitudine con un’altra cosa che ti piace. Ad esempio, concediti una buona colazione dopo avere corso oppure idratati con la tua crema per il corpo preferita, prima di dormire;
- fai in modo che sia facile: parti piano, nessuno corre una maratona iniziando a correre una maratona, comincia correndo 1 km e aumenta pian piano. Comincia leggendo 1 pagina e aumenta pian piano
- fai in modo che sia soddisfacente: quando raggiungi un traguardo, un miglioramento marcato o completi un libro, premiati. E tienine traccia: su una app di sport o sulla mensola di casa dei libri letti.
Questi alcuni consigli che trovi in Atomic Habits di James Clear.

E se nelle buone abitudini vuoi includere le meditazioni… sappi che ti posso aiutare. Sia lavorando individualmente che trascinandoti nella mia buona abitudine del cambio di stagione (di cosa parlo? Di questo)
Mentre se vuoi capire, prima delle abitudini, quali obiettivi vuoi fissare e come, prenota una chiamata con me: ti spiego come lavoro!
Buon lavoro nella definizione delle tue buone abitudini!
